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OIAt: la Lega polmonare esige un abbassamento dei valori limite

La Lega polmonare svizzera apprezza l’adattamento dell’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico (OIAt) alle attuali conoscenze tecniche, previsto dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM). L’ozono e le polveri fini oltrepassano però ancora troppo spesso i valori limite. Perciò, la lega polmonare esige che gli impianti fissi quali i gruppi elettrogeni d’emergenza siano dotati retroattivamente di filtri antiparticolato.


In Svizzera, ogni anno circa 3'000 persone muoiono prematuramente a causa dell’inquinamento dell’aria. Nell’ambito della modifica dell’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico, la Lega polmonare svizzera si esprime a favore di valori limite più bassi per gli impianti fissi. È assolutamente indispensabile limitare le emissioni di polveri fini, poiché l’eccesso di queste particelle rappresenta un elevato rischio sanitario. In special modo, le particelle ultrafini quali la fuliggine da diesel si insinuano profondamente nei polmoni, oltrepassano la parete polmonare e sono cause di malattie. L’OMS ha classificato la fuliggine da diesel fra gli agenti cancerogeni fin dal 2012.

Tutti uguali di fronte alla legge
Rafforzare i valori limite costituisce un passo importante per mettere gli impianti fissi e i veicoli stradali sullo stesso piano legale; si tratta di un’equità giuridica che deve essere assolutamente raggiunta. Tuttavia, esistono ancora troppe eccezioni. La regolamentazione dei valori limite esclude ancora i gruppi elettrogeni d’emergenza, raramente impiegati, e certe piccole macchine da cantiere. Dal punto di vista economico e tecnico, nulla si oppone a dotare retroattivamente questi macchinari di filtri antiparticolato. Quindi, la Lega polmonare svizzera esige che queste eccezioni siano abrogate dall’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico.

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Lega polmonare svizzera
Elena Strozzi, responsabile settore Politica e prevenzione
Tel. 079 555 33 79
e.strozzi@STOP-SPAM.lung.ch

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